IL CORPUS STUDIORUM DI FILIPPO MATRANGA

INTRODUZIONE

Nel volume Alle fonti del diritto liturgico orientale, pubblicato nella collana “Atti – Convegni – Ricerche” dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Santa Maria della Lettera” di Messina (2011), ci siamo occupati dell’archimandritato “in lingua phari” e del prezioso codice Mess. Gr. 115. Muovendo dalla trascrizione del manoscritto messinese, realizzata da Miguel Arranz nel 1969, abbiamo tradotto le Regole generali da Luca archimandrita premesse al Typikón del Santissimo Salvatore (XII secolo).

Desideriamo ora riprendere e sviluppare quel filone d’indagine, orientando le nostre ricerche alla figura e all’opera del sacerdote greco-siculo Filippo Matranga che, sul finire del XIX secolo, ha inventariato i codici peloritani producendo il Catalogo Descrittivo del Cartofilacio, oggi custodito, ancora manoscritto, nel fondo antico della Biblioteca Regionale Universitaria di Messina.
L’occasione ci è data dall’intrapreso itinerario di formazione presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma per il conseguimento del grado accademico di dottorato in Scienze Ecclesiastiche Orientali; dovendo redigere, al termine del previsto ciclo di studi, la dissertazione finale, sotto la guida del professore Rinaldo Jacopino, esperto di tradizioni orientali dell’Italia Meridionale e autore di importanti volumi al riguardo, e del professore Nicola Bux, esimio studioso delle tradizioni liturgiche dell’Oriente cristiano, abbiamo dedicato gran parte del nostro tempo romano alla ricognizione delle fonti, alla loro elaborazione e alla stesura del presente lavoro.
Scopo precipuo della nostra ricerca è apportare nuove conoscenze al mondo accademico in ordine alla presenza greca in terra sicula, soprattutto all’incidenza culturale che la tradizione religiosa bizantina ha avuto – ed in parte ancora esercita mediante l’Eparchia di Piana degli Albanesi – nella Trinacria cristiana.
Suddivideremo il nostro lavoro in tre capitoli. Nel primo forniremo la biografia inedita di Filippo Matranga, compilata a partire dalle ritrovate carte d’archivio; queste, con inatteso stupore, hanno rivelato abbondanti e interessanti particolari finora sconosciuti. Si è potuto così tracciare il ritratto di un uomo e sacerdote dalla moralità discutibile che tuttavia, con i suoi scritti, ha segnato la storia della grecità italo-meridionale. L’approccio ad un’opera quale il Catalogo Descrittivo del Cartofilacio, del resto, non può prescindere dalla conoscenza del suo autore, della sua esperienza: di vita e di studio. Si viene a colmare, in tal modo, la vistosa lacuna che l’inesistenza di un profilo biografico di papas Matranga costituiva. Nello stesso capitolo abbiamo inserito ampi stralci dei documenti da noi ritrovati, tanto per giustificare le considerazioni del testo, quanto per consegnare ad eventuali futuri ricercatori strumenti importanti da utilizzare per ulteriori, auspicabili approfondimenti sulla grecità siciliana.
La compilazione del Catalogo, inoltre, presuppone una non comune padronanza della lingua greca antica, principale strumento per accedere alla “collectio” dei codici messinesi. Filippo Matranga non ne era sprovvisto: i suoi precedenti studi ne danno ampia contezza. A conferma di ciò, nel secondo capitolo abbiamo raccolto non poche informazioni relative alla produzione letteraria di papas Matranga; mancava, in effetti, una completa ricognizione dei suoi scritti in grado di provare la versatilità del sacerdote siculo nella lingua e nella cultura greca. La bibliografia ragionata del “corpus studiorum” del sacerdote Matranga, pertanto, ha permesso il recupero delle sue opere, anche minori, e la conseguente unitaria sistematizzazione, avvalorata dall’inedita traduzione italiana di alcuni passaggi.
Nel terzo capitolo, infine, dopo aver brevemente tracciato la storia dell’archimandritato peloritano, dalla fondazione ruggeriana al secolo scorso, si è proceduto con l’inedita trascrizione del Catalogo Descrittivo del Cartofilacio. Un’ampia e dettagliata introduzione tecnica aiuta a fruire dell’edizione diplomatico-interpretativa dell’inventario matranghiano.
Per raggiungere il nostro obiettivo abbiamo operato, sostanzialmente, una lettura critica delle fonti, che ha garantito la coerente ricostruzione della vita e dell’attività di studioso del presbitero siciliano.
Per l’esposizione dei contenuti ci siamo avvalsi del metodo della ricerca scientifica, motivando ogni affermazione mediante il ricorso al materiale fontale puntualmente indicato. (continua...)

 

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