SANTA MARIA DI PORTOSALVO

PRESENTAZIONE

Per la tenace e benevola insistenza di molti fedeli, mi accingo a scrivere la storia della parrocchia che, da quasi otto anni, ho l’onore di presiedere come parroco. Lo farò in maniera ordinata e con quel criterio che gli specialisti chiamano di scientificità, vale a dire attraverso il ricorso ai documenti che hanno tramandato e tramandano la verità dei fatti accaduti.

Il volume che qui si presenta giunge al termine dell’anno giubilare per il 250° anniversario del miracolo del mare, inaugurato nell’agosto 2013 con i solenni festeggiamenti in onore della Madonna di Portosalvo, proseguito con la festa autunnale e quasi giunto al suo compimento.
Rivolgo queste pagine alla mia comunità di Barracca, ai cittadini tutti di Santa Teresa di Riva e ai molti pellegrini che visitano la chiesa parrocchiale e, con ammirevole devozione, sostano davanti all’incantevole immagine della Vergine per una preghiera o un semplice saluto filiale.
Per la stesura della nostra Storia ho scelto di ricorrere prevalentemente ai documenti conservati nell’archivio storico dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela e nell’archivio della parrocchia santateresina di Santa Maria di Portosalvo. Mi è parso doveroso riferirmi alle fonti per offrire ai lettori un testo attendibile che si ponga al di là del sentito dire o del semplicemente ripetuto senza una solida base scientifica. Mancando i documenti, del resto, non si comunica storia ma solo si offrono opinabili punti di vista.
In questa prospettiva ho deciso di pubblicare la quasi totalità dei carteggi custoditi negli archivi sopra indicati, per sottrarli all’oblio della dimenticanza e per fornire, ad eventuali futuri ricercatori, un corpus documentario dal quale muovere per ulteriori approfondimenti.
Per il profilo storico generale, normalmente richiamato nell’apparato critico, ho fatto riferimento alla Storia di Santa Teresa di Riva del professor Giuseppe Caminiti, edita dalla casa editrice peloritana EDAS nel 1996. L’opera, ad oggi, rimane la più completa, seppur rivela, a tratti, una certa fragilità accademica, come nel caso del miracolo del mare del 1763 dall’autore ritenuto storico ma senza il supporto di alcun documento.
In ordine ad alcuni episodi particolari, invece, ho preferito lasciare spazio al racconto dei testimoni oculari che meglio di altri rendono il senso delle difficoltà vissute e dell’impegno profuso; così, ad esempio, per quanto riguarda la seconda guerra mondiale o il disastro ferroviario del 1945.  (continua...)

 

 

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